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Pro Loco Poggio a Caiano
Associazione Turistica

La Villa Medicea di Poggio a Caiano


La facciata della Villa Medicea di Poggio a Caiano
La Villa Medicea — foto di Mongolo1984, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Da Lorenzo il Magnifico alla Bella Rosina

La Villa Medicea di Poggio a Caiano fu fatta edificare da Lorenzo de' Medici e dai suoi eredi su disegno di Giuliano da Sangallo tra il 1485 e il 1520 circa, con una probabile pausa tra il 1495 e il 1515 dovuta all'esilio dei Medici. Essa rimase sempre la residenza estiva dei Medici e, oltre ad ospitare numerose personalità, fu teatro di importanti avvenimenti della loro storia dinastica, come i festeggiamenti per i matrimoni tra Alessandro de' Medici e Margherita d'Austria (1536), Cosimo I ed Eleonora da Toledo (1539), Francesco I e Bianca Cappello, già sua amante (1579).

La Villa di Poggio era passaggio obbligato per tutte le nuove spose granducali, che prima di recarsi in città ricevevano qui l'omaggio della nobiltà fiorentina: è il caso di Giovanna d'Austria, prima moglie di Francesco I, e di Cristina di Lorena, moglie di Ferdinando I. Nella Villa di Poggio, nell'ottobre 1587, trovarono la morte gli stessi Francesco I e Bianca Cappello, l'uno a un giorno di distanza dall'altra, per febbre terzana, anche se la tradizione orale tramandò la diceria che fossero morti entrambi per avvelenamento. La Villa fu la residenza preferita del figlio di Cosimo III, il principe Ferdinando, grande amante delle arti, che ne fece un attivissimo centro culturale.

Alla morte di Giangastone (1737), ultimo discendente dei Medici, la Villa passò ai nuovi granduchi toscani, gli Asburgo-Lorena, che continuarono ad utilizzarla come residenza estiva o come punto di sosta durante i loro viaggi verso Prato o Pistoia. Con la conquista napoleonica la Villa subì modifiche interne ed esterne (soprattutto ad opera di Pasquale Poccianti) su iniziativa della reggente Maria Luigia d'Etruria e successivamente di Elisa Baciocchi Buonaparte, sorella di Napoleone e dal 1809 granduchessa di Toscana. La Villa divenne una delle sue residenze preferite e pare che proprio qui si sia consumata una presunta relazione amorosa tra lei e il celebre violinista Niccolò Paganini, che tenne nel teatro della Villa numerosi concerti.

La villa di Poggio a Caiano nella lunetta di Giusto Utens (1599)
La Villa nella lunetta di Giusto Utens (1599) — pubblico dominio, via Wikimedia Commons

Con la costituzione del Regno d'Italia e l'avvento dei Savoia, Vittorio Emanuele II, amante dei cavalli e della caccia, fece risistemare la Villa: furono costruite nuove scuderie, alcune sale al piano terra vennero ridecorate e il grandioso salone Leone X, al primo piano, si trasformò in una sala da biliardo. Con Vittorio giunse al Poggio anche la "bella Rosina", Rosa Vercellana, popolana torinese, amante del re e poi sua moglie morganatica: testimonianza di questa ennesima storia d'amore sono due belle camere da letto, visitabili al primo piano. Nel 1919 l'Amministrazione della Real Casa donò la Villa allo Stato Italiano.

La Villa

Il salone Leone X
Il salone Leone X
Il teatro di corte
Il settecentesco teatro di corte
Il fregio in terracotta invetriata
Il fregio in terracotta invetriata

La Villa Medicea di Poggio a Caiano è uno splendido esempio di architettura rinascimentale, che fonde la lezione dei classici (in particolare Vitruvio) con elementi caratteristici dell'architettura signorile rurale toscana. Evidente la lezione dell'Alberti, a partire dalla scelta del luogo su cui la Villa sorge, fino a giungere alla simmetria e all'armonia delle proporzioni. L'introduzione di una basis villae (la piattaforma sorretta da archi su cui posa l'edificio) rimanda a modelli classici come il tempio di Giove Anxur a Terracina. Giuliano da Sangallo ha saputo fondere sapientemente tali elementi, gettando le basi per una nuova architettura in cui la lezione dei classici viene vivificata dall'apporto di elementi innovativi.

L'esterno della Villa ha mantenuto abbastanza intatto l'originale progetto rinascimentale del Sangallo, se si eccettuano le due scalinate gemelle che conducono al terrazzo, progettate nel 1807 da Pasquale Poccianti e realizzate da Giuseppe Cacialli in sostituzione di quelle originarie, diritte e perpendicolari al corpo della Villa. Alla sommità delle scale si trova una loggia sormontata da un timpano e da una volta a botte finemente decorata a rilievo. Sulla parete destra della loggia un decoro a fresco raffigura il sacrificio di Laocoonte di Filippino Lippi; sull'architrave si trova un fregio di terracotta invetriata (attribuito al Sansovino e a Bertoldo di Giovanni) raffigurante allegorie di ispirazione mitologica connesse a Lorenzo e al suo circolo — quello visibile è una copia: l'originale, restaurato nel 1986, è esposto in una sala all'interno della Villa.

Al piano terreno sono visitabili il cosiddetto appartamento di Bianca Cappello, la sala d'ingresso e la sala dei biliardi (rifatte in stile sabaudo) e il settecentesco teatro di corte. Al primo piano si trova l'ambiente più interessante della Villa: il salone Leone X, terminato probabilmente intorno al 1513. La decorazione pittorica delle pareti (1519–1582) è opera di Andrea del Sarto, del Pontormo, del Franciabigio e di Alessandro Allori, con avvenimenti di storia romana che alludono ai fasti di personaggi medicei. Nelle lunette sono raffigurati soggetti mitologici: a destra il giardino delle Esperidi dell'Allori, a sinistra l'allegoria di Vertumno e Pomona, splendido capolavoro del Pontormo restaurato nel 1993. Completano il primo piano la sala d'ingresso con pitture monocrome del primo Ottocento di Giuseppe Catani, la sala da pranzo con l'affresco di Antonio Domenico Gabbiani (1698) e le camere da letto di Vittorio Emanuele II e della bella Rosina.

Informazioni per la visita

L'ingresso alla Villa, al Museo della Natura Morta e al Parco è gratuito.

  • Visite accompagnate dal personale interno: ore 8.30, 9.30, 10.30, 11.30, 12.30, 14.30 e 15.30.
  • Le visite sono accompagnate ma non guidate: chi desidera una guida turistica dovrà provvedere autonomamente.

Da vedere anche: parco e giardino, gli appartamenti monumentali e il Museo della Natura Morta.